Il miracolo tedesco

Un figlio chiede al padre che cos’é il miracolo tedesco (siamo negli Anni Cinquanta in Germania); e lui risponde:
«Devi avere due o tre conti in banca: in questo modo avrai due o tre libretti di assegni. In tutto ti costerà un centinaio di marchi. …Quindi ti procuri un credito di tremila marchi presso una delle banche
. -E lo ottieni?
-Sì, se trovi una garanzia e dei garanti. Mettiamo che tu ottenga il credito. Allora firmi un assegno di duemilaottocentocinquanta marchi e lo depositi sul conto numero due – dopo qualche giorno prendi il libretto di assegni numero due, firmi un assegno per duemilatrecentoquarantasette marchi e cinquanta e lo depositi sul conto numero tre. Lì lasci il denaro fermo per una settimana. Poi, usando ogni volta una somma sempre un po’ minore della precedente, per qualche settimana sposti in continuazione il tuo denaro sui vari conti. Le cifre sugli assegni non devono mai essere tonde, ma terminare sempre con degli spiccioli. Questo dà credibilità. Poi dalla banca in cui c’è il denaro prelevi quattrocento marchi e vai in vacanza per due settimane. Al tuo ritorno dalla vacanza vai alla banca numero due e dici: “Vorrei un credito di seimila marchi”. Esamineranno il tuo conto e vedranno che il tuo conto si è mosso, che hai spostato ventimila marchi. Otterrai il credito. Dei seimila  ne sposti quattromila sulla banca numero uno e duemila sulla banca numero tre… presto avrai bisogno di altri tre libretti di assegni, che costano in tutto due marchi e quindici. Se sei abile, in breve tempo avrai un credito di diecimila marchi in ognuna delle tre banche: pensa a come puoi muoverli…».(“Aneddoto del miracolo tedesco“, in: Heinrich Böll, Cane pallido, Traduzione di Giovanna Agabio, Einaudi 1999, recensione in:  http://www.leparoletranoileggere.it/2012/11/25/cane-pallido/#more-583).

Certo, la speculazione finanziaria oggi viaggia con altri meccanismi, ma lo spirito resta quello: far soldi con i soldi.
Il problema, in ogni caso, è questo: chi paga il conto alla fine?