Ubbie

Sarà il tempo (ieri c’era un bel sole, oggi è una giornata uggiosa nebbiosa piovosa e neppure fredda, che sarebbe un sollievo), sarà la data ( e anche per me, che sono così poco legata alle ricorrenze, è inevitabile ricordare chi è scomparso.  Prima di tutto, e a sorpresa, perché non credevo di essere così legata a lei, mia madre; ma poi anche amici e parenti recentemente morti), ma l’umore non potrebbe essere più nero.
E mi viene da pensare a tutte le parole non dette, perché tanto ci sarebbe stato tempo; a tutti i gesti affettuosi che in quel dato momento non avevo voglia di fare, ma con l’idea che una volta o l’altra avrei avuto l’occasione di manifestare…
E poi il rimpianto si allarga e penso alle scelte che avrei potuto compiere, ma che ho lasciato cadere: si pensa di aver tanto tempo davanti a sé.

Così il malumore di Petra Delicado, l’investigatrice, anzi la rappresentante di tutti gli investigatori, maschi o femmine che siano, che più ammiro, si somma al mio:
«Uno vive, trabaja, se enamora, come, duerme y siempre tiene la impresión de que está a tiempo aún de acometer cualquier cosa, pero no es de verdad. Un buen día te percatas de que el camino que has emprendido anula para siempre ciertas posibilitates». (Alicia Giménez Bartlett, Serpientes en el paraíso)

Già, la strada scelta annulla le infinite altre (da qualche parte lo sosteneva-rimpiangeva anche Sartre).
Sarà la giornata, sarà l’età…

Un pensiero su “Ubbie

  1. Sì, viene spesso il pensiero delle parole non dette e dei gesti non compiuti… di fronte al muro della morte e al silenzio che avvolge adesso le persone da me amate e che non ci sono più …

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